PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che è stato approvato dal Consiglio europeo il 13 luglio 2021, contiene 16 Componenti, raggruppate in di 6 Missioni:
 Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
 Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica
 Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
Missione 4: Istruzione e ricerca
 Missione 5: Coesione e inclusione
 Missione 6: Salute
La Missione 4 mira a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di una economia ad alta intensità di conoscenza, di competitività e di resilienza, partendo dal riconoscimento delle criticità del nostro sistema di istruzione, formazione e ricerca.
La Missione è suddivisa in due componenti, ognuna con un finanziamento specifico:
M4C1: Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle università
Con 19,44 miliardi di euro, prevede una linea di investimenti strutturali e di valorizzazione del capitale umano che coprono l’intera filiera dell’istruzione, con l’obiettivo di colmare o ridurre in misura significativa le carenze sistemiche che caratterizzano tutti i gradi di istruzione. Si articola in 10 riforme e 13 investimenti.
M4C2: Dalla ricerca all’impresa
Lo stanziamento complessivo di 11,44 miliardi di euro previsto per la Componente 2, mira a sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo, a promuovere l’innovazione e la diffusione delle tecnologie e a rafforzare le competenze.

L’Unità di Missione PNRR del Ministero dell’Istruzione, con nota 4302 del 14 gennaio 2023 ha dato importanti chiarimenti in merito all’investimento 3.2 denominato “Scuola 4.0 – scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori”.
Le figure di cui si parla nel documento fanno riferimento a: project management (coordinamento generale del progetto: es. dirigente scolastico), attività specialistiche di supporto tecnico e organizzativo al RUP (es. DSGA e personale ATA), componente di commissione giudicatrice in relazione allo svolgimento
di gare, progettazione architettonica, progettazione didattica e del setting d’aula, consulenza pedagogica (es. docenti), collaudo tecnico-amministrativo (quest’ultima attività è specifica e non è compatibile con lo svolgimento di altre funzioni o incarichi all’interno dello stesso progetto), e attività operative strumentali.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza identifica nell’istruzione e nella ricerca la quarta delle sei missioni. Per rinnovare il mondo della formazione e dell’istruzione sono stanziati quasi 31 miliardi di cui 19,44. L’investimento 3.2, denominato “Scuola 4.0 – scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori”, ha l’obiettivo di rigenerare la scuola partendo dagli spazi di apprendimento.
Il progetto si persegue, scrive ancora il PNRR, con l’accelerazione della transizione digitale del sistema scolastico italiano mediante quattro iniziative:

  1. Trasformazione di circa 100.000 classi tradizionali in connected learning environments (con un
    finanziamento a tutte le oltre 8000 scuole italiane per un totale di 1296 milioni di euro);
  2. Creazione di laboratori per le professioni digitali nel II ciclo (con un finanziamento a tutte le
    scuole secondarie superiori per un totale di 424 milioni di euro);
  3. Digitalizzazione delle amministrazioni scolastiche;
  4. Cablaggio interno di circa 40.000 edifici scolastici e relativi dispositivi;

Il digitale, che costituisce il cuore dell’investimento Scuola 4.0 del PNRR, diventa così punto di
partenza per rinnovare alla radice approcci didattici, processi organizzativi, percorsi valutativi,
modalità di interazione con il territorio.

Si tratta di un processo che deve coinvolgere tutta la comunità scolastica: dirigente, staff, animatori
digitali, team digitali, docenti, dsga, personale amministrativo e tecnico, studenti, famiglie, enti locali e associazioni culturali e del terzo settore territorio.
Ad esempio, le scuole del I e II ciclo sono chiamate a progettare e realizzare ambienti fisici e digitali di apprendimento (on-life), caratterizzati da innovazione degli spazi, degli arredi e delle attrezzature ma anche e soprattutto da un nucleo portante di pedagogie innovative per il loro più efficace utilizzo.

La trasformazione fisica e virtuale delle Next Generation Classrooms deve cioè essere accompagnata dal cambiamento delle metodologie e delle tecniche di apprendimento e insegnamento che necessariamente richiedono formazione, sperimentazione, validazione.

Fonti: -Sito Ministero dell’Università e della Ricerca: https://pnrr.istruzione.it/
-La Tecnica della Scuola: https://www.tecnicadellascuola.it/pnrr-e-piano-scuola-4-0-da-quali-figure-sara-composto-il-gruppo-di-progettazione-le-faq-del-ministero